Una delle proposte contenute nel pacchetto di emendamenti presentati dall’Anama al Governo, in accordo con le altre associazioni di categoria , è quella di chiedere la riduzione dell’ Iva sulle fatture delle provvigioni. In pratica l’associazione degli agenti immobiliari, aderente alla Confesercenti, chiede di venire incontro alle esigenze degli acquirenti della prima casa che, oltre al prezzo di acquisto, devono fare i conti con l’imposta di registro al 3%, con le competenze notarili e l’Iva sulle stesse , con le spese fisse catastali e i valori bollati oltre alla provvigione, nel caso di mediazione da parte di un’agenzia immobiliare. L’Iva proposta passerebbe dal 20% al 3% legandosi all’aliquota “agevolata” applicata appunto dal registro. Questo provvedimento porterebbe maggiori entrate all’erario perché farebbe emergere molto fatturato “sommerso” anche per volontà dei privati acquirenti. Infatti oggi l’Iva al 20% per il consumatore finale è solo un costo aggiuntivo e quindi si è spinti a non versarlo.
Fonte: ANAMA
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