Decreto per lo sviluppo approvato dal Governo – Le novità per il settore immobiliare

Quali sono le novità che riguardano la casa, i mutui e i finanziamenti dopo il varo del Decreto Legge per lo sviluppo approvato dal Consiglio dei Ministri?

Cerchiamo di “scoprirlo” assieme secondo i singoli argomenti:

Piano Casa: introdotto il silenzio-assenso per il rilascio del permesso di costruire. Questa novità, che segue alla recente introduzione della SCIA, che supera la DIA, per l’immediata operatività dei lavori che si possono iniziare subito, senza attendere i trenta giorni della DIA, metterà in subbuglio gli uffici tecnici comunali. Infatti sono molti i dirigenti comunali che non attuano le disposizioni normative ma si ancorano alla procedura conosciuta, spingendo i committenti a rivolgersi alla Commissione edilizia per ottenere i Permessi, con grande dispendio di tempo e di denaro.

Bonus cubatura: introdotto il bonus di cubatura fino al 20% in caso di ricostruzione di immobili a seguito di precedente demolizione. Qui sarà da capire se la novità potrà essere cumulabile alle disposizioni introdotte dal precedente Piano casa con il 40% di volume consentito. Se ciò fosse la cubatura in aumento arriverebbe al 60% di quella esistente.

Ristrutturazioni: sono abolite le comunicazioni all’Agenzia delle Entrate per gli interventi di ristrutturazioni che godono della detrazione fiscale del 36%. Fermo restando il diritto allo sgravio fiscale. A questo proposito attendiamo le istruzioni del Ministero.

Tasso d’usura: cambiano i parametri di calcolo dei tassi d’usura, i cui limiti diverranno più elevati. Al contrario di quanto appare la novità normativa, introducendo un più agevole accesso al credito, per soggetti che finora erano penalizzati dal vecchio sistema, (specialmente nel settore imprese) favorirà finanziamenti più facili ad imprese e società.

Mutui: si torna a parlare di rinegoziazione dei mutui casa ed entro il 31dicembre 2012 sarà possibile rivedere, con la propria banca, il mutuo stipulato. La novità sta nel fatto che i mutui esistenti a tasso variabile potranno essere trasformati a tasso fisso per la restante durata del mutuo. E non è tutto: si potrà prolungarli fino a ulteriori cinque anni (ma non oltre i venticinque anni totali di durata residua). Il tutto però per mutui di importo originario fino a 150.000 euro per l’acquisto o la ristrutturazione di immobili adibiti ad abitazione (quindi anche seconda casa) e per i clienti – mutuatari il cui reddito ISEE non superi i 30.000 euro annui. Il calcolo del tasso fisso, verrebbe determinato sulla base di un tasso “agevolato” (si parla di un massimo del 5% annuo): in linea con le migliori quotazioni di mercato e quindi a tutto vantaggio dei mutuatari. Però con i tassi variabili al 3% difficilmente ci sarà chi farà, per ora, la rinegoziazione. La banca dal canto suo non potrà rifiutare la rinegoziazione ai clienti che ne faranno richiesta, anche se l’estensione di durata dovrà essere concordata dalle parti.

Case storiche: fra le altre misure di semplificazione va segnalata l’eliminazione degli adempimenti burocratici imposti ai proprietari di immobili di interesse storico-artistico. Viene infatti abolita la denuncia che i proprietari di tali immobili dovevano fare alla Soprintendenza per ogni locazione ed il cui inadempimento era punito con la pena della reclusione.

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