Ipoteca sulla casa: se la conosci non la temi!

Anche se i mutui scarseggiano e con molta parsimonia le banche li erogano sentiamo il dovere di illustrare ai nostri lettori l’ipoteca che è la garanzia che viene posta su un immobile nel momento in cui si decide di utilizzare il finanziamento bancario. Con l’ipoteca la banca si tutela mettendo il privilegio sulla casa e, nel caso in cui il cliente non paghi le rate del mutuo, ha la possibilità di venderla all’asta. Si tratta quindi una garanzia che colpisce il bene immobile a prescindere dall’intestatario dello stesso. Ecco perché l’ipoteca va conosciuta e capita proprio per non fare un passo “alla cieca” così importante per la vita del contratto e la serenità familiare. L’ipoteca può essere di tre tipi: volontaria – giudiziale – legale.

L’ipoteca volontaria viene iscritta appunto volontariamente dal proprietario dell’immobile, o dal titolare di altro diritto reale su un immobile, per garantire un debito. Questo è il caso del mutuo per l’acquisto della casa.

L’ipoteca giudiziale, invece, viene iscritta, indipendentemente dalla volontà del proprietario del bene che ne sarà gravato. Di norma avviene per:

– una sentenza di condanna al pagamento di una somma di denaro o all’adempimento di un’altra obbligazione o, ancora, al risarcimento del danno non ancora liquidato;

– un decreto ingiuntivo esecutivo;

– altri provvedimenti emessi dai giudici, come la sentenza di separazione personale dei coniugi o, anche, l’omologazione della separazione consensuale;

– lodi arbitrali esecutivi;

– una sentenza straniera resa esecutiva dall’Autorità Giudiziaria italiana.

L’ipoteca legale, infine, viene iscritta, anche se il debitore è contrario, in determinati casi espressamente previsti dalla legge, che attribuisce il diritto all’iscrizione in suo favore :

– a chi vende un immobile o comunque un bene suscettibile di essere gravato da ipoteca, in caso di mancato pagamento da parte dell’acquirente, specificamente sul bene alienato;

– ai singoli coeredi, specificamente sugli immobili dell’asse ereditario, per garantir loro il pagamento de conguaglio in denaro nei casi in cui non sia possibile suddividere gli immobili esattamente per le quote che spettano a ciascuno;

– allo Stato, specificamente sui beni di un imputato in un procedimento penale o di un soggetto civilmente responsabile di un reato, al fine di garantire il pagamento delle spese processuali e di quelle relative al mantenimento in carcere.

L’iscrizione dell’ipoteca ha durata ventennale; prima che sia trascorso questo termine, deve essere rinnovata; in caso contrario si estingue.

Le altre cause di estinzione dell’ipoteca sono:

– il pagamento del debito da essa garantito;

– la rinuncia del creditore effettuata per iscritto;

– la vendita forzata del bene gravato dall’ipoteca stessa;

– il perimento del bene che ne è gravato.

Va ricordato che la Conservatoria dei Registri Immobiliari non procede d’ufficio alla cancellazione di un’ipoteca estinta: la sua cancellazione, infatti, deve essere chiesta da chi ne ha diritto.

 

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