Il Mercato globale impone fatture omogenee

Dal 1 gennaio sono cambiate le regole per emettere le fatture dei professionisti. Con il Decreto “salva infrazioni” (D.l. 216/2012), poi recepito dalla Finanziaria 2013, si adeguano la legislazione italiana a quella Ue, come previsto dalla Direttiva comunitaria n. 2010/45. Le modifiche più rilevanti sono:

a) l’emissione della fattura anche se carenti del requisito della territorialità (sulla base degli articoli da 7 a 7-septies del D.P.R. 633/72), e quindi per questo territorialmente non soggette ad Iva. In questi casi si parla di “inversione contabile” se si tratta di operazioni effettuate nei confronti di soggetti passivi debitori in un altro stato UE; di “operazione non soggetta” se le prestazioni sono effettuate fuori dall’Ue, indipendentemente dallo status del committente (per rilevare che l’operazione non è soggetta ad Iva né in Italia né in un altro Paese Ue).

b) Per quanto riguarda i contenuti della fattura diventa obbligatorio indicare il numero di partita IVA dell’acquirente/committente nazionale o numero di identificazione Iva se il soggetto è stabilito in un altro Stato Ue; e se abbiamo a che fare con privati va indicato il codice fiscale del soggetto nazionale che agisce quale consumatore finale (necessario anche in vista del nuovo elenco clienti e fornitori o spesometro).

c) Per la numerazione della fattura è stata modificata la modalità: dal confronto tra la vecchia e la nuova disciplina emerge che non è più prevista la numerazione “per anno solare”. In altre parole non è più possibile ricominciare ogni anno con la numerazione dal numero 1 in quanto non sembra più possibile che 2 fatture abbiano il medesimo numero, ancorché differenziate dalla data di emissione in 2 anni diversi. Le alternative per il contribuente possono essere: continuare con la numerazione del 2012 (per cui se l’ultima fattura del 2012 era ad esempio la numero 80, la prima fattura del 2013 sarà la 81) ovvero ricominciare nel 2013 con la numerazione nuova aggiungendo però l’anno di emissione (ad esempio 1-2013, oppure 2013-1 ecc …). In questo modo si eviterebbero numeri troppo lunghi. Si stanno aspettando chiarimenti tempestivi da parte dell’Agenzia delle Entrate che, comunque con la Risoluzione n. 1/E dell’11.1.2013 ha indicato le corrette modalità di numerazione a partire dal 1° gennaio 2013, tra cui resta confermato per ilo momento il vecchio metodo solare.

Va sottolineato che con il nuovo art. 21-bis è stata introdotta la figura della “fattura semplificata”, che avrà un contenuto ristretto, ma limitata alle operazioni di importo complessivo non superiore a € 100 e alle note di variazione. Tra l’altro la fattura semplificata non può essere utilizzata per le cessioni intracomunitarie, né per le operazioni extraterritoriali nei confronti di soggetti passivi che siano debitori d’imposta in altri Stati dell’UE. La semplificazione porta con sé la possibilità, in caso di cessionario o committente stabilito in Italia, di riportare come dati del cessionario/committente solo il codice fiscale o la partita Iva. Questo, rispetto alla fattura ordinaria, agevola la ditta emittente la fattura che non si vede obbligata ad indicare la natura, qualità e quantità dei beni ceduti o dei servizi prestati. Nella fattura semplificata basta indicare in modo più generico l’oggetto dell’operazione e invece di indicare l’imponibile e l’imposta basta indicare il corrispettivo e i dati per calcolare l’Iva.

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