La pluralità dei mediatori

Il codice civile oltre a regolare la materia legata alla figura del mediatore (art. 1754) e della provvigione (art. 1755) si interessa anche della vicenda che vede più agenzie immobiliari concorrere nella conclusione di un affare. Si parla di pluralità dei mediatori (art. 1758).

E’ una situazione particolare dove più mediatori, regolarmente abilitati, si adoperano per far sì che le parti concludano l’affare. E la particolarità sta nel fatto che i mediatori in campo hanno diritto ciascuno ad una quota della provvigione, senza con ciò gravare sulle parti stesse. infatti acquirente e venditore pagheranno sempre e comunque la provvigione pattuita, lasciando ai mediatori l’onere di dividersi i compensi nelle giuste quote di lavoro e di apporto prestato.

Se invece un mediatore svolge una attività di mediazione senza però che la stessa abbia una funzione nella conclusione dell’affare o meglio senza che l’agenzia che in effetti conclude l’affare non sia a conoscenza dell’attività svolta dall’altro intermediario, questi ha diritto alla provvigione piena a scapito del primo mediatore che, seppur si sia attivato in una fase iniziale, non ha reso la sua azione utile, necessaria, conosciuta ed accettata dalle parti.

Dalchè ecco il commento dell’avv. Giorgio Bertolini, di Anama Bolzano che studiando una fattispecie simile ha avuto modo di ribadire:

“Il diritto alla divisione della provvigione tra più mediatori sorge, a norma dell’art. 1758 c.c., soltanto quando essi abbiano cooperato simultaneamente e di comune intesa, ovvero autonomamente, ma giovandosi l’uno dell’attività espletata dall’altro, alla conclusione dell’affare, in modo da non potersi negare un nesso di concausalità obiettiva tra i loro interventi e la conclusione dell’affare, e sempre che si sia trattato dello stesso affare, sia sotto il profilo soggettivo, che oggettivo; non sussiste, invece, il diritto al compenso quando, dopo una prima fase di trattative avviate con l’intervento del mediatore senza risultato positivo, le parti siano successivamente pervenute alla conclusione dell’affare per effetto d’iniziative nuove, in nessun modo ricollegabili con le precedenti o da queste condizionate, sicché possa escludersi l’utilità dell’originario intervento del mediatore”.

Paolo Bellini

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