La caparra confirmatoria. Dispensa n. 6 di Paolo Bellini

La caparra confirmatoria (Art. 1385 cod. civ.) è una somma di denaro o di beni fungibili che di norma si versa in un contratto di compravendita. Con il versamento della caparra si sanciscono gli accordi contrattuali stabilendo così prezzo e modalità del contratto. La caparra ha giuridicamente funzione cautelare e sanzionatoria. Produce conseguenze diverse in base all’inadempimento del contratto : per colui che l’ha versata rischia la perdita della somma e per chi l’ha percepita il raddoppio.

Ma andiamo per gradi.

La caparra confirmatoria è costituita da una somma di denaro che l’acquirente versa nelle mani del venditore in sede di stipula del contratto preliminare di compravendita per confermare e rafforzare il vincolo contrattuale.

Non va confusa con l’acconto, che segue una normativa diversa. La caparra, dicevamo, ha una funzione cautelare e sanzionatoria e mira a liquidare anticipatamente i danni derivanti dall’inadempimento di una delle parti. Quindi chi non rispetta i patti paga una sanzione già stabilita a priori che è per l’acquirente inadempiente la perdita della caparra e per il venditore, che non ottempera ai suoi obblighi, il raddoppio di quanto percepito.

La caparra quindi come sanzione ma anche come risarcimento a favore dell’altra parte adempiente che può evitare di instaurare un processo prima di poter ottenere il risarcimento del danno, da parte di colui che non ha adempiuto. Come funziona? Va analizzata la condotta delle parti nel contratto e verificare dove vi sia inadempimento. A) Se la parte che ha versato la caparra (acquirente) risulta adempiente: il venditore potrà imputarla in conto prezzo oppure restituirla; B) se invece la parte che ha versato la caparra risulta inadempiente: l’altra parte (venditore) può trattenerla a titolo di risarcimento del danno e recedere dal contratto oppure agire in giudizio per ottenere l’esecuzione del contratto stesso. In pratica oltre a soddisfarsi con la caparra può pretendere che gli obblighi nascenti dal contratto siano rispettati, fino in fondo. C) Nel caso in cui sia il venditore, che ha percepito la caparra, inadempiente allora l’acquirente può esigere il doppio di quanto versato a titolo di caparra e recedere dal contratto. Inoltre può anche esercitare l’azione di risoluzione del contratto (per inadempimento del venditore) ed agire in giudizio per ottenere, oltre alla somma di caparra, il risarcimento integrale del maggior danno subito.

Attenzione, quindi, che quanto sopra indicato rileva solamente se siamo in presenza di un caparra e non di acconto prezzo. Anzi la somma versata va indicata espressamente come “caparra confirmatoria” altrimenti in assenza di esplicita qualificazione essa si considera come semplice acconto sul prezzo, il quale, in caso di mancata conclusione del contratto, deve essere restituito comunque a chi l’ha versato. Poi la parte adempiente, che voglia ottenere il risarcimento del danno, dovrà necessariamente agire in giudizio per far valere le sue ragioni.

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