Pene più severe per chi pratica abusivamente la professione

Il Parlamento ha in esame una norma che inasprisce le pene per i mediatori abusivi.

Da poco approvate al Senato ecco la Camera esaminare le modifiche al codice di procedura penale che prevedono pene più severe per chi pratica abusivamente una professione. Fondamentale per il rigore della legge il fatto che per la professionae di riferimento sia prevista un’abilitazione da parte dello Stato.

Il disegno di legge riguarda “tutte le professioni” e tra queste anche quella di mediatore imobiliare visto che per lo svolgimento dell’attività di agente immobiliare è necessaria l Qualifica professionale e l’iscrizione presso la Camera di Commercio.

Il testo approvato dal Senato modifica sostanzialmente le pene stabilite dall’articolo 348 del codice penale. Vengono elevati i mesi di detenzione e le multe portando da sei mesi fino a un massimo di due anni la pena detentiva e la multa, attualmente fissata tra 103 e 516 euro, ad un valore compreso tra 10.329 euro a 51.646 euro. Con l’aggravante nel caso in cui l’abuso riguardante l’esercizio di una professione o di un’attività sanitaria provochi un decesso, con la reclusione da 10 a 18 anni.

L’attività abusiva di mediazione, già esiste ed è sanzionata dalla legge, ma subordina l’applicazione del codice penale alla ripetizione per tre volte della condotta abusiva. Ora, con il disegno di legge in esame da parte del Parlamento, basta che l’esercizio abusivo avvenga una sola volta per fare scattare l’applicazione delle sanzioni penali, oltre che la restituzione delle provvigioni percepite dalla mediazione abusiva, sanzione già prevista dalla legislazione vigente.

 

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