Ricontrattazione del mutuo: surroga e rinegoziazione

In piena crisi finanziaria le famiglie devono affinare le armi per tentare di arrivare a fine mese con qualche soldino. Ecco allora il tentativo di risparmiare in ogni settore: dal vestiario, ai viaggi, al mutuo. Per questo ultimo argomento, causa della crisi stessa con l’ubriacatura statunitense, ecco uno strumento introdotto dal vecchio Decreto Bersani che può dare una mano a chi si è ritrovato a sostenere rate impossibili. Questa piccola ancora di salvataggio si chiama Ricontrattazione del mutuo e prevede due operazione di portabilita’:

la surroga (ossia l’annotazione della sostituzione) del nuovo creditore al precedente a margine dell’ipoteca iscritta a suo tempo. Inoltre, secondo quanto stabilito dal Decreto Bersani e dalle successive modifiche gli eventuali costi notarili che gravano su queste pratiche devono essere interamente sostenuti dalle banche e non sono assolutamente a carico del mutuatario. 

La rinegoziazione con la stessa banca, sempre priva di costi, dato che avviene tramite una scrittura privata, anche non autenticata, e quindi senza l’intervento di un notaio o di un altro pubblico ufficiale abilitato. 

Diverso e’ invece il caso della sostituzione vera e propria di un mutuo: in questo caso si puo’ cambiare la somma mutuata, ma si deve chiudere il vecchio contratto e aprirne uno nuovo. Il mutuatario deve quindi versare la penale di estinzione alla “vecchia” banca (quando dovuta), puo’ essere necessario cancellare la vecchia ipoteca, sostenere i costi bancari per l’accensione di un nuovo mutuo (con un atto notarile analogo a quello per una nuova pratica) e versare l’imposta sostitutiva dello 0,25%.

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