Gli Atti pubblici non si negano

Agosto è il mese delle ferie ma anche quello che ha dato vita ad una legge fondamentale per la convivenza civile tra cittadino e pubblica Amministrazione. Infatti il 7 agosto 1990 il Parlamento italiano vara la legge 241 sulla trasparenza degli atti amministrativi. E quanti di voi avranno pensato almeno una volta di procurarsi un progetto, un verbale, un atto amministrativo ma si sono fermati di fronte alla domanda: ma che sia possibile visionarli o chiederne copia? La risposta è chiara e precisa: è assolutamente possibile! A tal punto che per la legge 241 del 1990 citata, che regola le norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi, da diritto di accedere a chiunque agli atti amministrativi, per consultarli e per eventualmente averne copia. A rafforzare il dato viene in soccorso il D.L.vo 267/2000 Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali,  che stabilisce che “tutti gli atti dell’amministrazione comunale sono pubblici e che viene assicurato ai cittadini, singoli o associati, il diritto di accesso degli atti amministrativi”. Quindi se ho bisogno di acquisire un atto amministrativo del Comune, dell’USL, degli Enti territoriali, insomma di tutti gli uffici pubblici posso far ricorso alla legislazione vigente. La stessa legge è chiara anche in caso di negazione del diritto o del diniego a consegnare i documenti pubblici richiesti. Infatti l’art. 3 della legge 241/1990 stabilisce che “ un eventuale diniego, totale o parziale, della richiesta dovrà essere motivato, indicando i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione”. Come a dire se non vengono consegnati i documenti richiesti l’Ente pubblico è tenuto a motivare per iscritto la ragione.

Ma chi risponde del tutto? Chi deve garantire la procedura? Per legge l’ufficio pubblico deve indicare il Responsabile del Procedimento che ne assume piena responsabilità sia a carico dell’Ente che direttamente. In pratica non risponde economicamente solo l’Ente pubblico se sbaglia ma anche il Responsabile che segue la pratica. Ma ci sono dei termini entro il quale l’ufficio pubblico deve rispondere? Sì! Sono trenta giorni dal ricevimento dell’istanza presentata, in carta semplice e sottoscritta, dal cittadino che ne ha interesse. Ecco quindi la necessità che la richiesta sia fatta a mezzo di raccomandata con ricevuta di ritorno o con consegna diretta presso l’Ente pubblico il quale è tenuto a rilasciare regolare ricevuta e a protocollare l’istanza. Se passano i trenta giorni indicati, senza che ci sia una comunicazione scritta dell’Ente, viene in soccorso addirittura il codice penale che all’art. 328 regola il Rifiuto di atti d’ufficio o l’omissione . E quando si va sul penale …! Il Comune di Rovigo ha addirittura predisposto un modulo, che alleghiamo, per guidare il cittadino nella richiesta dei documenti pubblici segno di correttezza e di piena adesione alle norme sulla trasparenza e l’accesso ai documenti da parte della cittadinanza.

  Istanza_Accesso_atti_pubblici.pdf (25,0 KiB, 755 download)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.