Sanatoria catastale nel piano anti evasione

La nuova tecnologia viene incontro alle esigenze del Governo e si delinea una “nuova sanatoria immobiliare”. Infatti l’articolo 16 della manovra da 24 miliardi di euro, istituisce dal primo gennaio 2011 l’Anagrafe immobiliare integrata, gestita dall’Agenzia del Territorio per individuare il soggetto titolare di diritti reali su ogni immobile. In parole povere si scoveranno sia gli immobili che non sono stati accatastati (o che hanno difformità evidenti tra la planimetria catastale e quello che risulta dai rilievi fotogrammetrici) ma anche i proprietari, gli usufruttuari, i titolari di diritti sugli immobili che oggi non risultano intestati come tali.

La corrispondenza urbanistica sarà testimoniata dalle fotografie aeree fatte negli ultimi anni dalle istituzioni ma anche da ditte private. I termini dettati dal Governo sono chiari: entro il 30 settembre devono essere eseguite tutte le operazioni di accertamento degli immobili ed entro il 31 dicembre, invece, i titolari di diritti reali sugli immobili che non risultano dichiarati in Catasto sono tenuti alla presentazione della dichiarazione di aggiornamento catastale. Tale obbligo nasce anche per i titolari di diritti reali sugli immobili oggetto di variazione di consistenza o di destinazione non dichiarata. Per agevolare l’operazione è concesso ai Comuni la consultazione delle banche dati del Catasto terreni e di quello edilizio urbano, con particolare riferimento ai dati di superficie delle unità immobiliari urbane a destinazione ordinaria.

La dichiarazione di aggiornamento catastale, presentata entro i termini stabiliti,  produce effetti fiscali a partire dal primo gennaio 2009. Le sanzioni amministrative sono però ridotte a un terzo. Chi invece non si mette a posto sarà soggetto ad una attribuzione presunta della rendita catastale, fatta dall’agenzia del territorio, facendo retroagire gli effetti fiscali fino al termine di decadenza dell’azione di accertamento tributario. In questo caso sanzioni e interessi sono interamente dovuti. Quindi se non saniamo “il catasto” può accertare l’esistenza dell’immobile (non accatastato) ed applicare tasse ed imposte retroattivamente anche di dieci anni.

Secondo alcuni operatori del settore la manovra nasconde il rischio dell’abusivismo. Agli immobili non dichiarati potrebbero essere associate irregolarità edilizie e molti potrebbero essere spinti di fare oggi ciò che prima non gli è stato concesso. Anche se il rischio è alto. Come dicevamo la nuova tecnologia digitale come, per esempio Google maps, www.google.it ha già rilevato larga parte del territorio e non è difficile controllare ciò che il satellite ha già visto dall’alto.

Il consiglio è rivolgersi al più presto ad un tecnico abilitato e provvedere con l’accatastamento del fabbricato sia “al catasto terreni” che “ai fabbricati”. In questo modo si sistema l’immobile e lo si rende commerciabile in caso di compravendita o per  l’accensione di un mutuo ipotecario.

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