Dalla DIA alla SCIA e ora c’è la SIA

Qualche anno fa è apparsa la DIA (Dichiarazione di inizio attività) con la quale per alcune opere edilizie era possibile evitare di chiedere in Commissione edilizia comunale il Permesso di Costruire ma era sufficiente presentare il progetto con tutte le relazioni e le assunzioni di responsabilità del tecnico progettista. Attesi 30 giorni dal deposito della pratica in Comune si otteneva il diritto di dare inizio ai lavori. Poi è apparsa la SCIA (Segnalazione certificata di Inizio attività) con la quale, in pratica non si scontano più i 30 giorni di attesa per fare i lavori ma, presentato il progetto (e quanto richiesto a corredo), si da inizio ai lavori senza alcuna attesa preventiva.

Oggi a seguito della recentissima Manovra bis (approvata al Senato) è passato un principio di base che vuole che l’ iniziativa e l’attività economica privata siano libere da eventuali legacci burocratici. E quindi ecco che va in soffitta la SCIA (Segnalazione certificata di inizio attività), in favore della SIA che è la Segnalazione di inizio attività.

Cosa cambia?

Di fatto viene eliminata la certificazione. E quindi non servono più le dichiarazioni sostitutive di certificazioni, determinati documenti tecnici necessari a consentire le verifiche delle amministrazioni sulle attività economiche appena iniziate. In pratica se passa la Manovra anche alla Camera, dove pare si ricorra al voto di fiducia, non sarà più necessaria alcuna certificazione per aprire una nuova attività economica o per dare corso a lavori edili. In quest’ultimo caso il progetto sarà indispensabile per comprendere l’entità delle opere e la loro tipologia, ma l’Ufficio tecnico comunale non avrà alcun potere di veto sulle opere che il proprietario andrà a realizzare, ovviamente seguendo le disposizioni impartite dal tecnico responsabile.

Il provvedimento è stabilito dall’articolo 3, commi 1 – 3 del decreto-legge n.138/2011 e gioverebbe allo snellimento burocratico ed amministrativo.

Resta comunque la convinzione che anche questa norma entrerà a far parte delle decisioni “poco chiare” anche perché non è ben descritta tutta la fase dei controlli e dei soggetti deputati a farli. Pare che a questi controlli dovrebbe rispondere un’autocertificazione dai profili un po’ confusi e quindi vi è il rischio che la SIA, così come pensata dal legislatore, non trovi immediata applicazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.