Il mediatore del credito e la qualifica professionale

I mediatori del credito devono essere iscritti all’Albo

Le leggi, i divieti e le iscrizioni obbligatorie

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La normativa per i mediatori del credito è data da tre provvedimenti: l’art. 16 della Legge n. 108/96; il D.P.R. 28 luglio 2000, n.287 e il Provvedimento Ufficio italiano dei cambi 4 agosto 2000.

La Qualificazione dell’attività:

E’ mediatore creditizio “colui che professionalmente mette in relazione, banche o intermediari finanziari, con la potenziale clientela al fine della concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma” (art. 2, comma 1, del D.P.R. 287/2000). Il mediatore deve essere imparziale e non vincolato da rapporti di collaborazione, di dipendenza o di rappresentanza.

E’ vietato al mediatore:

concludere contratti diretti nonché effettuare, per conto di banche o di intermediari finanziari, l’erogazione di finanziamenti e ogni forma di pagamento o di incasso di denaro contante o di titoli di credito (art. 2, comma 2, del D.P.R. 287/2000).

Possono iscriversi all’Albo (ex art. 4 del D.P.R. n. 287/2000)

  • i cittadini italiani o di uno Stato membro dell’Unione europea o di uno Stato con il quale esista trattamento di reciprocità;
  • le società con sede legale in Italia e le stabili organizzazioni in Italia di società aventi sede legale all’estero;

Servono però questi requisiti:.

essere una società (SRL o SPA) che svolge l’attività di mediazione creditizia per il tramite di persone fisiche iscritte all’albo (art. 3, comma 2). Nella domanda d’iscrizione devono essere riportati gli estremi identificativi di tali soggetti e l’eventuale loro iscrizione all’Albo.

Oggetto sociale:

L’oggetto sociale delle società deve comprendere la mediazione creditizia (art. 4, comma 2, lett. a); non è richiesta l’esclusività dell’oggetto sociale.

Incompatibilità:

l’esercizio della mediazione creditizia è compatibile con lo svolgimento di altre attività; eventuali ipotesi di incompatibilità dovranno individuare nelle normative di settore disciplinanti le altre attività esercitate dal mediatore.

Esclusioni: “Società semplici”

Le società semplici non possono essere iscritte all’Albo; il loro oggetto sociale non può, infatti, prevedere l’esercizio di attività commerciali (art. 2249 c.c.) qual è la mediazione creditizia.

Associazioni di categoria

Le associazioni di categoria non possono svolgere in modo professionale la mediazione creditizia; il legislatore non prevede, infatti, per le stesse l’iscrizione nell’Albo dei mediatori creditizi. E’ consentita, la raccolta, nell’ambito della specifica attività, di richieste di finanziamento, effettuata sulla base di apposite convenzioni stipulate con banche ed intermediari finanziari.

Altri obblighi per i mediatori creditizi

Sono molti e quindi ci limitiamo ad alcuni come quello, in materia di antiriciclaggio, di identificazione della clientela; di registrazione delle operazioni superiori ai limiti stabiliti, di segnalazione delle operazioni sospette, previsti dalla Legge n. 197/91. Nella pubblicità vanno indicati gli estremi del mediatore e della sua iscrizione all’albo. Non si possono utilizzare denominazioni (anche in lingua straniera), come “banca”, “banco”, “credito”, “risparmio” etc., ricomprese nel divieto di cui all’art. 133 del D. Lgs. 385/1993, per non trarre in inganno la clientela sulla legittimazione allo svolgimento dell’attività bancaria.

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