Il Pracacciatore d’affari. Dispensa n. 11 di Paolo Bellini

La specificità della figura professionale in confronto con l’agente di commercio. Le norme stabiliscono che l’agente di commercio è il soggetto che assume nei confronti del preponente l’obbligo di promuovere stabilmente la conclusione di contratti in una zona determinata. Ma da tempo sul mercato si e’ affermata, anche un altra figura professionale quella del procacciatore d’affari, definita figura professionale atipica, e quindi necessariamente disciplinata dalla legge o dagli Accordi Economici Collettivi. Il più delle volte non si riesce a trovare una differenza tra le funzioni e le prerogative dell’agente di commercio e quella del Procacciatore d’affari visto che entrambi mirano alla conclusione di contratti. Ma se scaviamo in profondità, analizzando anche le norme e i regolamenti di riferimento, vediamo che una differenza sostanziale c’e’ ed e’ la stabilità, caratteristica dell’agente di commercio a differenza del Procacciatore d’affari che invece porta con se’ l’occasionalità del lavoro. Infatti per giurisprudenza consolidata il procacciatore raccoglie gli ordini dei clienti e li trasmette alla mandante “senza vincolo di stabilità e in via del tutto occasionale”, mentre l’agente di commercio è stabile ed in via continuativa promuove e procura ordini alla mandante. Da ciò ne deriva che al Procacciatore non sono applicabili le norme in materia di agenzia, che presuppongono appunto il carattere di stabilità del rapporto. Il Procacciatore si distingue quindi per:

– una limitata attività;
– assenza di vincolo di stabilità;
– per l’occasionalità del lavoro;
– per la raccolta di ordini da clienti che trasmette alla società mandante.

In pratica il Procacciatore è un soggetto “libero di procurare gli affari”, esaurendo di volta in volta, affare per affare, la sua occasionale attività. E poi il contratto con un Procacciatore non richiede necessariamente la forma scritta ma può essere orale, limitandosi a segnalare al committente i potenziali acquirenti o meglio i potenziali affari, senza necessariamente partecipare alla conclusione del contratto.Quindi al Procacciatore manca qualsivoglia vincolo con la casa mandante, rispetto al contratto di agenzia, visto che si esclude qualsiasi legame di esclusiva, così come l’applicazione delle regole previste dal Codice Civile e dagli accordi economici. Se si decide, invece, di mettere tutto per iscritto e’ possibile prevedere per il Procacciatore condizioni e clausole tipiche dell’agente, adottando la struttura e le modalità di agenzia, sebbene non richieste come obbligatoria dalla legge. Assumendo anche obblighi reciproci, perfettamente leciti e vincolanti. In giudizio, comunque, il Giudice accosta inesorabilmente il contratto di agenzia a quello stipulato con il Procacciatore d’affari, vista la sua atipicità (contratto non direttamente regolato dalla legge) e quindi e’ fondamentale regolare il rapporto con patti ed accordi, orali o scritti, chiari e precisi.

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